Siamo pronti per togliere il pannolino?

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Linda Anzaldi

 
Un approfondimento a cura della Dott.ssa Linda Anzaldi,
Coordinatrice pedagogica didattica della Fondazione Scuole d’Infanzia Novaresi

Con la primavera e l’arrivo dell’estate solitamente nei nidi si comincia a prepararsi insieme alle famiglie ad affrontare un periodo dedicato a ciò che un tempo si definiva educazione al controllo sfinterico: le bimbe e i bimbi dell’ultimo anno del nido (i grandi) possono in questa fase mostrare alcuni segnali che suggeriscono agli adulti che si prendono cura di loro, di essere pronti per togliere il pannolino.

Errori da evitare durante il periodo di transizione

Il controllo sfinterico diurno di solito è completo entro il terzo anno di vita, ma la prima regola è non avere fretta e osservare e ascoltare il proprio bambino e i suoi tempi.
Ecco alcuni errori da evitare: decidere di togliere il pannolino troppo presto precocizzando questa tappa di crescita così importante, potrebbe provocare un esito contrario: il bambino se non è pronto potrebbe iper-controllare gli sfinteri trattenendo pipì e cacca, soprattutto quest’ultima.
Un altro comportamento da evitare è di togliere il pannolino e poi di rimetterlo in alcune occasioni o momenti particolari: per esempio durante uno spostamento in macchina anche breve, una giornata trascorsa fuori casa durante la spesa etc. È importante infatti non creare confusione nei bambini: se concordiamo in famiglia e con le educatrici del nido che il nostro bambino è pronto per togliere il pannolino, non si torna indietro e si procede coerentemente. È consigliabile durante la notte inizialmente non toglierlo, il controllo sfinterico notturno solitamente si raggiunge successivamente. Togliere il pannolino richiede pazienza e un contesto di serenità: questo momento va vissuto cercando di non far coincidere questa fase con altri cambiamenti come la nascita di un fratellino o una sorellina, un trasloco, l’ambientamento al nido o al primo anno di scuola d’infanzia, etc.

Come aiutare i bambini ad affrontare serenamente la fase del controllo sfinterico

Che cosa può aiutare i bambini ad affrontare serenamente questa fase? Sicuramente questo periodo può essere vissuto con serenità se anche gli adulti agiranno senza ansia e con tranquillità, proponendo il momento di cura e igiene personale come uno spazio-tempo piacevole in cui si scopre se stessi, si diventa pian piano consapevoli del proprio corpo e ci si preoccupa della cura di sé in modo naturale e divertente, al fine di stimolare l’autonomia dei nostri bambini. In questa fase delicata è bene che l’adulto non abbia un atteggiamento troppo controllante e che non sia eccessivamente concentrato sulla questione del bagnarsi e dello sporcarsi come qualcosa da evitare, è inoltre fondamentale che non faccia percepire al proprio bambino fastidio qualora si sporcasse né la sensazione di fallimento.

Andare in bagno per lavarsi le manine, cambiare il pannolino e via via familiarizzare sempre di più con questa routine e con lo spazio del bagno è fondamentale fin dai primi anni di vita. Già durante il cambio del pannolino fare i complimenti per la produzione della pipì, così come della cacca e via via chiedere al proprio bambino di buttare via il pannolino nel cestone e successivamente salutare la cacca e gettarla insieme nel water, sono tutti gesti significativi che coinvolgono i bambini e li rendono consapevoli del proprio corpo e delle sue funzioni tanto importanti quanto naturali. Familiarizzare con il vasino e il water, vedere altri bimbi più grandi andare in bagno e fare da soli, stimola curiosità e aiuta ad apprendere anche per imitazione.

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Segnali che indicano la prontezza per togliere il pannolino e come gestire eventuali difficoltà

Quali sono i segnali che ci suggeriscono che possiamo togliere il pannolino? I bambini segnalano di essere sporchi o a volte dicono “pipì” o “cacca” dopo averla fatta nel pannolino, oppure con le manine toccano il proprio pannolino per segnalare che stanno facendo pipì o l’hanno appena fatta, più in generale mostrano maggiore consapevolezza e curiosità riguardo alla cura e igiene personale e alla loro produzione. È bene ricordare che ciò che viene prodotto dal nostro corpo è percepito dai bambini di questa età come parte di sé e non come qualcosa di fastidioso o di “brutto, sporco” di cui liberarsi.
A questo proposito quando i bambini si allenano a controllare gli sfinteri e si bagnano o si sporcano è molto importante non sgridarli, ma affrontare questo momento come qualcosa che può accadere, concentrandosi sul buon esito comunque della produzione.

Avere tanti cambi sia a casa, che con sé fuori casa e al nido è una strategia efficace per affrontare al meglio questa fase. Al nido la routine del cambio e del bagno è sempre fissa e ripetitiva e oltre ai momenti stabiliti, si va in bagno al bisogno e/o su richiesta così come alla scuola d’infanzia. La regolarità e ritualità aiutano i bambini a vivere meglio questo periodo, al contempo è necessario dare fiducia e rassicurare i nostri bambini, affinché imparino a riconoscere il proprio bisogno di andare in bagno e ad esprimerlo.

Può accadere che durante questo periodo tutto funzioni riguardo al fare la pipì in autonomia, mentre sulla cacca possono esserci tempi più lunghi o in alcuni casi può accadere che alcuni bambini richiedano di indossare il pannolino per fare la cacca o che la facciano nelle mutandine, appartandosi sotto il tavolo o in un angolo della stanza. Solitamente può aiutare, in una fase iniziale per evitare di “inibire” la produzione (prevenendo episodi di stitichezza), non scoraggiare questo comportamento o tali richieste, ma concentrarsi sul “dopo”: andare in bagno insieme per pulirsi, salutare la cacca e raccontare dove va a finire una volta nel water, può aiutare i bambini a “separarsi” da ciò che è ancora percepito come una parte di sé. Raccontare storie di ricongiungimento, è la strategia più adeguata per aiutare i bambini a “lasciare andare” e a separarsi: immaginare che la propria cacca abiti nel paese delle cacche felice di potere ritrovare la sua famiglia, può essere una strategia utile per visualizzare che possiamo lasciare il controllo, immaginando possibilità e scenari creativi anche se non avvengono sotto i nostri occhi.

Storie e libri divertenti sull’argomento

Storie e libri divertenti sull’argomento possono facilitare a vivere questo periodo con leggerezza e serenità, a patto che non diventi anche questa un’attività stressante che convinca il bambino a fare qualcosa così come noi adulti ci aspettiamo che avvenga.

Caccapupù”, Sephanie Blake, Ediz. Babalibri
L’isola delle cacche”, Maria Rita Parsi, Ediz. Coccolebooks
Posso guardare nel tuo pannolino”, Guido Van Genechten, Ediz. Clavis
Chi me l’ha fatta in testa?”, W. Holzwarth e W.Erlbruch, Ediz. Salani

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