
Un approfondimento a cura della Dott.ssa Linda Anzaldi,
Coordinatrice pedagogica didattica della Fondazione Scuole d’Infanzia Novaresi
Criteri pratici e psicologici per scegliere la scuola primaria
Scegliere la scuola primaria a partire dall’offerta formativa e dalle impressioni che ciascun genitore ha avuto durante l’open day è sicuramente importante e prioritario. Tuttavia, è fondamentale non trascurare gli aspetti logistici e organizzativi, come la posizione e gli orari della scuola futura, oltre alla comodità negli spostamenti al mattino: accompagnare il proprio figlio a scuola non deve diventare una fonte di stress.
Coinvolgere il proprio bambino nella scelta della scuola primaria è un’attenzione che può avere aspetti positivi ma renderlo partecipe di questa decisione non deve caricare d’ansia il bambino, che a questa età non può assumersi una responsabilità così delicata. È quindi compito dell’adulto prendersi carico della scelta finale.
Optare per una scuola primaria frequentata dalla maggior parte dei compagni della scuola d’infanzia può essere rassicurante, ma non deve diventare un criterio prioritario: i bimbi di quest’età sono pronti a sperimentare nuove amicizie e a costruire nuovi legami con i pari, arricchendo così il loro patrimonio socio-affettivo.
Come prepararsi alla scuola primaria
Prepararsi alla scuola primaria richiederà una maggiore autonomia ai nostri bimbi e, al contempo, una graduale perdita del controllo da parte dei genitori. Nella scuola d’infanzia, ad esempio, sono solitamente i genitori a preoccuparsi di preparare i materiali da portare a scuola, e generalmente l’accompagnamento al mattino avviene direttamente in sezione.
Alla scuola primaria, invece, il saluto avverrà prima dell’ingresso nei locali della scuola, senza la possibilità di avere un contatto quotidiano con le maestre. Lasciare andare il proprio figlio serenamente, andandosene una volta entrato (senza attendere o richiedere, come talvolta accade, il saluto del bambino da dietro una finestra, per esempio), significa riconoscerlo in grado di crescere e affrontare nuovi apprendimenti, confidando in se stesso e nelle sue capacità.
La cura dei materiali scolastici e la preparazione dello zaino alla sera possono essere inizialmente compiti svolti insieme ai genitori. Successivamente, si potrà passare a una fase di supervisione, fino a permettere al bambino di preparare la cartella in completa autonomia.
Sostenere i bambini nella transizione alla scuola primaria
Accettare che, nella prima parte dell’anno scolastico, ci siano pochi racconti da parte del proprio figlio sulla vita scolastica, significa rispettare i tempi dei bambini e accettare di non sapere sempre ciò che accade nella loro nuova vita scolastica. Questo atteggiamento permette ai bambini di sentirsi protagonisti, di sperimentarsi in autonomia e di affidarsi alla guida di nuovi adulti di riferimento.
Spesso, nel tentativo di aiutare i propri figli, i genitori diventano troppo presenti per evitare che i bambini facciano fatica o affrontino difficoltà. Questo rischio si manifesta, ad esempio, nello svolgimento dei primi compiti a casa, dove l’intera famiglia può essere eccessivamente coinvolta. Un supporto troppo presente non solo ostacola l’ascolto autentico dei bisogni del bambino, ma rischia di sostituirsi a lui, rallentando il processo di autonomia e compromettendo la costruzione della sua autostima.
La scuola primaria rappresenta un’occasione preziosa per i bambini per misurarsi con nuovi compiti evolutivi e sfide di crescita. Attraverso queste esperienze, possono scoprire i propri punti di forza e debolezza e sviluppare strategie per affrontare e superare piccole e grandi difficoltà.
Sempre più spesso, però, la fatica e la frustrazione vengono bandite dai processi di crescita. Viviamo in una società che molti studiosi definiscono “algofobica” (fobia della sofferenza e del dolore). La paura di vedere i propri figli soffrire porta molti genitori a eliminare ogni possibile fonte di disagio. Questo accade perché si teme che l’esperienza della sofferenza possa provocare danni irreparabili, dimenticando che tutte le emozioni nessuna esclusa, tutte le esperienze comprese quelle più faticose, negative e in cui si può soffrire, sono il motore di qualsiasi percorso di crescita autentico.
(*Nota: si veda Byung-Chul Han, La società senza dolore, Einaudi, Torino 2022.)
Come arrivare preparati all’ingresso della scuola primaria?
La scuola dell’infanzia già prepara ad affrontare questo passaggio, sia rispetto alle competenze da acquisire, sia rielaborando durante l’ultimo anno il distacco e la separazione da un ciclo di vita scolastico al fine di promuovere la curiosità, il desiderio di scoperta della nuova scuola “dei grandi”.
Da grandi dell’ultimo anno, un po’ “padroni di casa” della scuola d’infanzia, i bambini verranno accolti con attenzione alla scuola primaria dove ritorneranno a fare l’esperienza di essere i più piccoli, ma con una consapevolezza e delle competenze diverse e che li renderanno in grado di vivere questa nuova avventura.
Per questa ragione, come genitori, è bene tenere in considerazione che la crescita avviene sì attraverso la gradualità nei passaggi, ma mantenendo un giusto equilibrio e facendo spazio anche alle discontinuità. Crescere significa anche vivere passaggi di discontinuità, le esperienze formative, quelle più significative nella propria storia, sono state spesso anche esperienze di rottura, di cambiamento netto.
Salutare la maestra della scuola d’infanzia i compagni l’ambiente protetto e familiare fa parte di un rito di passaggio che ciascuna scuola curerà con attenzione commozione e credendo nei vostri figli e nel loro futuro.
Ciò che possiamo fare di più importante per loro è sostenere il loro presente per preparare al meglio il loro futuro, senza anticipare o forzare i tempi. Impariamo a stare nell’incertezza e a vivere il presente con consapevolezza e fiducia nei nostri figli.
